Uomo del Sud

Uomo del Sud, non vivere di pena
quando avanza l'età verso il tramonto
e vinto tu resisti alla tua morte
sulla sedia di paglia
davanti all'uscio aperto alla speranza.
Non importa se stanca la tua mano
sostiene di un bastone il pomo acerbo
e gli occhi vuoti tagliano la nebbia
del tempo giovanile
ora che resta impressa sulla scorza
del ficodindia goccia di sudore.
La tempesta di sole o l'uragano
più non ricordi adesso che t'assale 
la noia dentro le ossa e nel respiro 
anche se sotto l'unghie senti fresco 
l'odore di quest'angolo di terra.
Sventolano sul capo le bandiere 
a festa per la nascita di un bimbo 
e sul tuo viso pascola la mosca 
che scrive con le zampe storie antiche, 
segreti custoditi nel tuo pugno.
Intanto batte l'asino gli zoccoli 
sul livido selciato 
e tira per la ciocca dei capelli 
il fanciullo già rotto alle fatiche.
Sulla sedia di paglia
il vecchio contadino 
attende inerte e sogna la sua fine.
Ma stagna nell'orecchio come gelo
il disperato fiato di un juke-box.
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