Se quest'occhi

Se quest'occhi di lince 
le pareti potessero del tempo 
squarciare come un velo, 
scaturire vedrei densa dal foro 
quella Luce-Speranza
da secoli promessa, là sul monte
incisa sulla pietra.
Soltanto allora viva nella carne 
scorrere sentirei 
la parola di pace dell'Avvento 
planata nell'ingorgo d'un rifiuto 
e dolce sulle labbra inaridite 
il sapore di spugna 
inzuppata d'aceto sulla canna.
Così l'ansia, l'arsura del riscatto 
sul Golgota e sul Sinai
spegnerei come un debito di gioco
per un nuovo ritorno, un certo approdo 
nel porto di salvezza.
Riscoprirei 
nel cavo di una grotta 
la morte nella vita
e la vita nel canto dell'amore
che tempo mai non ha 
e non ha mai colore.
Sarà così per noi un nuovo arrivo
là dove il pianto scava le barriere 
i solchi la miseria,
là dove solitario l'uomo muore.
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