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27 GENNAIO 2008 VIAGGIO SUL TRENO DELLA MEMORIA

A salutare i ragazzi al binario 21della stazione centrale di Milano c'erano,  tra gli altri NEDO FIANO,  SOPRAVVISSUTO AD AUSCHWITZ,  PENATI,  PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI MILANO,  FAUSTO BERTINOTTI,  PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI.

Nel nostro gruppo si è sentititi una forte emozione quando il presidente Penati,  nell'elencare le città partecipanti al viaggio,  si è soffermato su Crucoli esprimendo gratitudine ai nostri ragazzi che con notevoli sacrifici avevano affrontato questo lungo viaggio.

Sì,  il 27 gennaio sul treno per Auschwitz c'eravamo anche noi,  assieme ad altri 700 ragazzi provenienti da Terni,  Monza,  Piacenza,  Brescia, Como,  Milano e provincia: insegnanti, ragazzi ed autorità ci hanno accolto con sentita ammirazione.

Dopo 20 ore di viaggio Cracovia ci ha accolto con una splendida giornata di sole mostrandoci la bellezza dei suoi palazzi, le sue strade pulite e ordinate ma i nostri pensieri erano tutti concentrati su quel che avremmo visto l'indomani, il 29 gennaio.

Durante tutte quelle ore di treno avevamo parlato molto tra di noi e con gli amici di Terni e delle altre città, approfondendo conoscenze e scambiandoci emozioni, ma anche per chi, come me, ad Auschwitz c'era già stato, comunicare con parole l'orrore che si era visto, non è facile!

Occorre esserci per diventare testimoni, senza mediazioni, per poter raccontare agli altri.

I nostri ragazzi avevano con sé dei libri che raccontavano della RESISTENZA e della SHOAH.

Dalle domande si intuiva la loro preoccupazione, l'incredulità.

Ho raccontato loro storie personali delle vittime innocenti, non riportate dai libri di storia, ma sapevo già che il 29 gennaio 2008 sarebbe rimato per sempre nei loro cuori e nella mente.

Martedì 29 la giovane guida ci ha illustrato il quadro storico di quegli anni, durante l'ora di viaggio in pullman, prima di giungere nell'inferno di AUSCHWITZ.

Con trepidazione abbiamo varcato la soglia dell'entrata che porta su una grata di ferro, la famigerata scritta in tedesco ARBEIT MACHT FREI (IL LAVORO RENDE LIBERI).

Era una ex caserma polacca che i nazisti trasformarono nel 1940 nel luogo di detenzione e di sterminio: resero subito attivi le camere a gas e il KREMATORIUM N.1; i documenti ci dicono che qui "passarono per il camino" più di 400.000 persone; abbiamo visitato con orrore il MUSEUM: stanzone pieno di capelli biondi, centinaia di migliaia di occhiali da vista, protesi, innumerevoli scarpe di tutte le misure, le valigie con gli indirizzi delle vittime scritti con il gesso e le migliaia di foto dei prigionieri di tutte le età; il BLOCCO 11, luogo di tortura per i prigionieri politici (qui vi morì Padre Kolbe), il muro della morte dove avvenivano le fucilazioni ( per i più fortunati), le povere baracche e tanto filo spinato attraversato dalla corrente elettrica che rendeva impossibile la fuga, e il corridoio della morte attraversato dai bambini costretti a percorrerlo cantando.

Ad Aushwitz quest'anno non c'era la neve, ma l'orrore rimaneva immutato: lo vedevo sui visi dei nostri ragazzi mentre li fotografavo, alcuni avevano gli occhi lucidi, con qualche lacrima che scivolava. Erano tutti molto attenti ad ascoltare la guida : Francesco, Cris, Vito, Donato, Domenico, Antonio e tutti gli altri, si muovevano quasi in punta di piedi, ed eravamo solo a metà del percorso della memoria: il peggio ci attendeva tra qualche ora a Birkenau, distante tre chilometri da Auschwitz.

BIRKENAU si estende su 140 ettari di terreno espropriato ai contadini polacchi, voluto dal braccio destro di Hitler, HIMMER che nel 1941 impose la "soluzione finale" di tutti gli ebrei in Europa (erano 11.000.000, ne stermino' 6 milioni, solo a Birkenau ne trucidò 1 milione).

Entrando in questo lager sterminato seguiamo i binari del treno, con gli scambi ancora funzionanti, circondati da innumerevoli baracche "arredate" da pagliericci e latrine.

Ai lati sorgevano quattro Krematorium costruiti con la più aggiornata tecnologia fornita ai nazisti dalle grandi aziende della Siemens, Krupp, Topf e da altre aziende italiane, la manodopera era ovviamente ebrea.

I Krematorium furono distrutti dai nazisti stessi prima dell'arrivo dell'Armata Rossa (il 27 gennaio 1945).

I ragazzi di Crucoli, mescolati agli altri settecento delle altre città, sono sempre più increduli davanti a tanta crudeltà! Mi viene in mente il grido di Moni Ovaia :"Dio dov'eri, Dov'eri quando tutto questo è accaduto? Perché non l'hai evitato?"

 E' un grido di dolore per tutti quegli uomini ,donne e tanti bambini annullati nella polvere: ebrei, zingari, comunisti, omosessuali, disabili, antinazisti, ma tutti erano semplicemente PERSONE!

Qui venivano sottoposte alle "sperimentazioni scientifiche" dal medico nazista Mengele, specialmente i bambini gemelli; ad Auschwitz anche la sterilizzazione maschile e femminile nel famigerato BLOCCO N° 10.

In memoria abbiamo concluso il nostro pellegrinaggio con una fiaccolata ed una preghiera al monumento internazionale.

Le autorità rappresentanti le città e le province italiane presenti hanno ringraziato le amministrazioni locali che hanno contribuito all'organizzazione del TRENO DELLA MEMORIA e tra grandi città sentir nominare l'AMMINISTRAZIONE DI CRUCOLI ci ha riempiti di orgoglio.

La sera era previsto uno spettacolo musicale in un cinema di Cracovia: un gruppo di Brescia proponeva ballate della tradizione ebraica in lingua Idish e il giorno dopo la visita alle Sinagoghe, alle chiese e ai palazzi di Cracovia ,ma questa è un'altra storia!

Il cuore pieno di angoscia per l'orrore di cui siamo stati testimoni.

Si affacciano alla mente le parole di PRIMO LEVI,  sopravvissuto ad Auschwitz :

"VOI CHE VIVETE SICURI NELLE VOSTRE CASE,

VOI CHE TROVATE TORNANDO A SERA

IL CIBO CALDO E I VISI AMICI:

CONSIDERATE SE QUESTO E'UN UOMO

CHE LAVORA NEL FANGO

CHE NON CONOSCE PACE

CHE LOTTA PER UN PEZZO DI PANE

CHE MUORE PER UN SI' O PER UN NO

CONSIDERATE SE QUESTA E' UNA DONNA,

SENZA CAPELLI E SENZA NOME

SENZA PIU' forza di ricordare

VUOTI GLI OCCHI E FREDDO IL GREMBO

COME UNA RANA D' INVERNO

MEDITATE CHE QUESTO E'STATO: VI COMANDO QUESTE PAROLE.

SCOLPITELE NEL VOSTRO CUORE

STANDO IN CASA O ANDANDO PER VIA

CORICANDOVI E ALZANDOVI;

RIPETETELE AI VOSTRI FIGLI........"

Un sentito ringraziamento al prof. ANTONIO SICILIA, sindaco di Crucoli e a DOMENICO VULCANO, vicesindaco, che hanno fortemente voluto questo viaggio, un'impresa unica ed un onore per Crucoli, largamente riconosciuti da tutte le città partecipanti.

Ai ragazzi dico semplicemente: BRAVI!  

Ma ora inizia un altro viaggio: il Vostro nella società per testimoniare e gridare: MAI PIU'!

FORZA RAGAZZI!

                                                                                                                 Prof. ENZO SANTAGADA

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